Rapporto con sé

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: cosa sono e quali segnali non ignorare

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, spesso chiamati DNA o disturbi alimentari, sono condizioni complesse che coinvolgono rapporto con il cibo, corpo, emozioni e comportamenti. Non sono una scelta, una moda o una semplice mancanza di forza di volontà.

Serena Vitale — psicologa clinica e della salute, psicosessuologa clinica · 20 ottobre 2026 · circa 3 min di letturaVerifica editoriale: 21 ottobre 2026

Fiori bianchi e vegetazione delicata accanto alla roccia.

Tra le diagnosi principali rientrano anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge eating e ARFID, il disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo. Esistono inoltre quadri che non corrispondono perfettamente a queste categorie ma provocano sofferenza e rischi importanti.

Non è possibile riconoscere un disturbo guardando il corpo. Una persona può avere qualunque peso e vivere restrizioni severe, abbuffate, condotte compensatorie o un’intensa preoccupazione per forma e alimentazione.

Segnali da osservare

  • regole alimentari sempre più rigide;
  • eliminazione di molti cibi senza indicazione medica;
  • episodi di perdita di controllo con il cibo;
  • vomito autoindotto, digiuno o esercizio usato per “compensare”;
  • forte paura di pasti condivisi o cambiamenti di programma;
  • autostima dominata da peso e forma;
  • isolamento, irritabilità, difficoltà di concentrazione;
  • vertigini, svenimenti, debolezza o alterazioni del ciclo.

Un singolo segnale non basta per una diagnosi, ma la presenza di più indicatori merita attenzione. Le linee guida raccomandano una valutazione precoce e multidisciplinare: aspetti psicologici, nutrizionali e medici possono richiedere competenze coordinate.

Sintomi come svenimento, dolore toracico, vomito persistente, disidratazione, sangue nel vomito o pensieri suicidari richiedono assistenza urgente. Non bisogna aspettare che la persona appaia “sufficientemente malata”.

Parlarne con delicatezza è più utile che commentare peso e aspetto: “Ho notato che i pasti ti fanno soffrire; possiamo cercare aiuto insieme?”.

Una frase da portare con te: chiedere una valutazione non significa esagerare; significa prendere sul serio un problema che merita cure anche prima di diventare più grave.

Fonti


Se ti riconosci in queste parole:PsicologiaConsulenze onlineContatti e prenotazione