Relazioni
Perché finisco sempre con persone che mi fanno stare male?
Quando una relazione dolorosa somiglia alle precedenti, è facile pensare: “Sbaglio sempre partner”. In realtà, le scelte affettive non dipendono soltanto dalla volontà. In particolare, ciò che ci è familiare, il modo in cui abbiamo imparato a cercare vicinanza e le convinzioni che abbiamo costruito su noi stessi e sull’amore hanno tutte un ruolo nelle scelte che prendiamo.
Serena Vitale — psicologa clinica e della salute, psicosessuologa clinica · 4 agosto 2026 · circa 3 min di letturaVerifica editoriale: 21 ottobre 2026

La familiarità spesso può essere scambiata per compatibilità, ad esempio una persona emotivamente distante, imprevedibile o difficile da raggiungere può attivare sensazioni già conosciute, ed in cui ci sentiamo a nostro agio. Questo non significa che desideriamo soffrire: significa che il nostro sistema relazionale riconosce più facilmente ciò che ha già incontrato, anche quando non ci fa bene.
Un altro elemento importante è il cosiddetto rinforzo intermittente. Se attenzione, affetto e distanza si alternano a periodi in cui si viene trascurati, i momenti positivi possono sembrare ancora più potenti. In pratica si finisce per dare più peso alle promesse ed ai gesti intensi che alla costanza del comportamento. dell'altra persona.
Domande utili da porsi
- Mi sento generalmente tranquillo/a o spesso in allarme?
- Posso esprimere un bisogno senza temere punizioni, silenzi o umiliazioni?
- Le parole dell’altra persona corrispondono ai suoi comportamenti nel tempo?
- Sto conoscendo chi ho davanti o sto cercando di “salvarlo”, convincerlo o cambiarlo?
- Nella relazione riesco ancora a riconoscere desideri, amicizie e limiti personali?
Un singolo elemento non definisce una relazione, esattamente come riconoscere uno schema non serve a colpevolizzarsi, bensì a creare uno spazio tra l’attrazione iniziale e le decisioni successive, in cui rallentare, osservare la coerenza nel tempo e confrontarsi con persone fidate.
Se il copione si ripete nel tempo e provoca sofferenza, una consulenza psicologica può aiutare a comprenderne le radici e a costruire criteri di scelta più adattivi. Non promette relazioni senza difficoltà, ma può rendere più riconoscibili i segnali d'allarme che prima sembravano normali.
Una frase da portare con te: accorgersi di uno schema non cancella immediatamente il dolore, ma è già un modo concreto per non lasciare che siano questi schemi a decidere sempre al posto nostro.
Fonti
- Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2016). Attachment in Adulthood: Structure, Dynamics, and Change. Guilford Press.
- Kirkpatrick, L. A., & Davis, K. E. (1994). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8169762/
- WHO. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/violence-against-women


